1969-1971 Chevrolet K5 Blazer - Telaio, scocca e interni

1970 Chevrolet K5 Blazer

La questione su quale dei tre grandi costruttori americani sia stato il primo ad entrare ufficialmente nel mondo dei SUV è parecchio dibattuta. Tra loro non si può dire certo che Chevrolet sia una delle candidate. Quando nel 1969 venne presentato il K5 Blazer, infatti, Ford e Jeep stavano già producendo rispettivamente il Bronco (dal 1966) e il CJ (diciamo dal 1960 circa). Tutto questo però non impedì a General Motors di offrire sul mercato la propria interpretazione di SUV. E allora la corsa si invertì. Tutti gli altri partecipanti ebbero vita veramente dura.

Introduzione
Quando il K5 Blazer fece la sua comparsa, la concorrenza poté fare veramente poco, soprattutto all’inizio. Il Blazer, infatti, offrì subito una versatilità ineguagliabile oltreché una dotazione di serie irraggiungibile dagli altri. Le differenze tra il K5 Blazer e i suoi diretti concorrenti erano enormi.

Il telaio, la scocca e gli interni
A differenza degli altri suoi concorrenti, il K5 Blazer venne realizzato partendo da qualcosa di già noto. Tutta la sua struttura, infatti, venne organizzata partendo dal telaio del pickup C10. Ricordo, infatti, che Ford affrontò il progetto del Bronco in modo del tutto differente, partendo da un foglio di carta bianca. Le conseguenze della scelta operata dai tecnici Chevrolet furono subito evidenti: il K5 era molto più pesante e molto più grande dei suoi rivali. Per questo motivo fu anche il più robusto. Vedremo più avanti che tra i motori resi disponibili, i più adatti a questo veicolo non erano poi tanti. La condivisione di molti elementi del telaio con quelli della gamma dei pickup significò anche costi di produzione ridotti e possibilità di reperire ricambi a costi inferiori. Sia anteriormente che posteriormente il K5 fu realizzato con molle a balestra particolarmente resistenti anche se, è importante sottolinearlo, il retrotreno differiva da quello dei pickup che erano offerti con soluzione a due ruote motrici. La versione a due ruote motrici venne introdotta solo nel 1970. A tal proposito si faccia molta attenzione a questo fatto, perché le differenze tra le versioni 4×2 e 4×4 furono notevoli, soprattutto in termini di sistema di sospensione. Le prime (4×2), infatti, ereditarono, dai pickup della serie C10, la sospensione a ruote indipendenti per l’avantreno e quella a bracci tirati per il retrotreno. Sui mezzi a due ruote motrici vennero utilizzate molle ad elica cilindrica ed un’altezza da terra ridotta per un handling più da vettura che da fuoristrada. Nel corso dei 3/4 anni in cui si affermò la prima generazione non ci furono grandissimi cambiamenti se non l’introduzione dei freni a disco all’avantreno. I veicoli con quattro freni a tamburo non sono i più idonei per chi volesse fare del fuoristrada spinto. Il consiglio è quindi di partire da un modello con i freni a disco e pensare anche di sostituire i tamburi posteriori con uno dei kit presenti in aftermarket. Il K5 aveva una particolarità comune a molti SUV dell’epoca: il top posteriore amovibile. Un’operazione che certo non poteva essere portata a termine da una sola persona e tra l’altro, da testimonianze di cui ho letto e sentito, l’intero processo di rimozione oppure, quello inverso di rimontaggio, non è mai stato tra i più semplici. Uno dei problemi è sempre stato trovare la perfetta coincidenza dei punti di aggancio. Aspetto che i tecnici Chevy presero in considerazioni anche durante la progettazione dell’intera scocca. Non è un caso, infatti, se si optò per la soluzione con telaio e scocca separati. Ciò permetteva a quest’ultima, fisicamente imbullonata sul telaio sottostante, di non flettere eccessivamente portando fuori dima i punti di aggancio dell’insieme. Molti particolari della scocca stessa li potete ritrovare come merce usata visto che elementi come i parafanghi anteriori, il cofano anteriore e i paraurti erano condivisi con i pickup della serie C10 e con i Suburban. Qualche problema, invece, potreste averlo per rimpiazzare le porte e i parafanghi posteriori. Queste ultime, infatti, furono sviluppate appositamente per il K5. I parafanghi posteriori, allo stesso modo, furono progettati appositamente per questa applicazione, e la brutta notizia è che proprio questi ultimi sono tra gli elementi di carrozzeria più soggetti alla corrosione. La parte frontale di questa generazione può essere di due tipi: quella dei mezzi prodotti tra il 1969 e il 1970 e quella relativa ai mezzi dal 1971 al 1972. Parlando degli interni, invece, le cose vanno molto meglio. Basti sapere che la maggior parte della componentistica è condivisa con tutta la gamma dei truck prodotti dal 1967 al 1972. L’unico vero problema è la panca posteriore e qualche elemento della plancia che sono stati creati appositamente per il Blazer.

Archivio immagini: www.rrclassiccars.com

 

WordPress Plugin Share Bookmark Email


Tags: none

Lascia un commento

Per lasciare un commento devi effettuare il log in. Per ottenere l'accesso devi inviarmi nome, cognome, una username, una password ed un indirizzo mail. Puoi scrivermi direttamente all'indirizzo seguente: . Ogni commento che inserisci dovrà essere approvato da me. Questo significa che un commento può essere anche eliminato se non lo ritengo idoneo per News for Wheels.




Cambio periodico del filtro aria per mantenere inalterate le prestazioni

June 10th, 2010

Perdita di potenza a causa di perdita di carico per filtro aria intasato

Il cambio tempestivo, e spesso sottovalutato, dei filtri consente ai motori di respirare aria pulita. Quante volte avete sentito dire frasi del tipo “…la mia auto non tira più…", oppure ancora “…il motore è diventato fiacco…”. Spesso, la causa è banale e va ricondotta a un filtro aria intasato.

Tags: none

1979 Pontiac Trans Am: l’ultima vera muscle car di fine anni ‘70

June 2nd, 2010

1979 Pontiac Trans Am

Già a metà degli anni ’70 il concetto di muscle car era ormai qualcosa di sbiadito. La crisi petrolifera di quel periodo decretò la fine di questo genere di auto che, per quasi un decennio, rappresentarono l’esuberanza del motorismo americano. Ci fu però un marchio che non si diede per vinto…

Tags: none

Dodge Charger: breve nota storica sulle versioni di fine anni ‘60

May 23rd, 2010

1968 Dodge Charger

Chi non ha conosciuto la Charger protagonista della serie televisiva Hazzard? Credo pochi. Come dimenticare il famoso Generale Lee. Questo esempio di produzione cinematografica, che ha reso celebre la muscle car di casa Dodge, non è certo l’unico. Basti pensare, a tal proposito, a Bullitt, un altro cult movie in cui una Charger R/T nera insegue la Ford Mustang fastback del tenente Frank Bullitt.

Tags: none

Mercedes all’avanguardia nel settore dell’aerodinamica con la nuova Classe E

May 16th, 2010

2009 Mercedes Classe E

Nel 1984 la casa tedesca iniziò ad impegnarsi seriamente sul fronte dell’aerodinamica, e la Classe E di quell’anno, il noto modello W124, dimostrò i risultati raggiunti con un coefficiente di resistenza all’avanzamento pari a 0.29. Da allora, gli studi di aerodinamica sono continuati ed oggi la vettura che beneficia di tutta l’esperienza maturata è proprio la nuova Classe E.

Tags: none

Realtà o percezione?

May 8th, 2010

2005 Ford Mustang GT

Si sa, le mode, prima o poi, finiscono. E così è anche nel mondo dell’auto. Non cambiano, però, le motivazioni che spingono verso un determinato acquisto. E, che lo si voglia ammettere o no, la più importante è sempre lei: la percezione. Sento parlare di qualità, di design, di affidabilità, di stile e di quant’altro. Tutto vero, ma tutto veramente ininfluente.

Tags: none

Ford Mustang Concept I - Esordio della prima Mustang prodotta in serie: è il 17 aprile del 1964

April 30th, 2010
Joe Oros (chief designer) fu a capo del team che disegnò la prima generazione della Mustang.
Joe Oros (chief designer) fu a capo del team che disegnò la prima generazione della Mustang.

Durante la partecipazione alla Seconda Grande Guerra, e negli anni subito a venire, i giovani americani che combatterono in Europa ebbero il piacere di conoscere la tecnologia e lo stile delle vetture del Vecchio Continente; molti tornarono in patria inebriati dalle prestazioni e dalle linee sinuose di vetture come la serie T di Casa MG e la XK-120 costruita dalla Jaguar.

Tags: none

1969-1971 Chevrolet K5 Blazer - I motori e le trasmissioni

April 22nd, 2010

1969 Chevrolet K5 Blazer

Le motorizzazioni disponibili erano quattro. Due di esse difficilmente apparivano indicate per un veicolo di questa stazza. I due sei cilindri in linea da 250ci e 292ci promettevano potenze discutibili: 155hp e 170hp. Veramente poca roba per muovere un bestione del genere. Faccio notare che il sei cilindri da 250ci era una versione aggiornata del precedente. Tra i maggiori cambiamenti segnalo l’introduzione dei sette supporti di banco in luogo dei quattro precedenti.

Tags: none

1969-1971 Chevrolet K5 Blazer - Telaio, scocca e interni

April 14th, 2010

1970 Chevrolet K5 Blazer

La questione su quale dei tre grandi costruttori americani sia stato il primo ad entrare ufficialmente nel mondo dei SUV è parecchio dibattuta. Tra loro non si può dire certo che Chevrolet sia una delle candidate. Quando nel 1969 venne presentato il K5 Blazer, infatti, Ford e Jeep stavano già producendo rispettivamente il Bronco (dal 1966) e il CJ (diciamo dal 1960 circa). Tutto questo però non impedì a General Motors di offrire sul mercato la propria interpretazione di SUV. E allora la corsa si invertì. Tutti gli altri partecipanti ebbero vita veramente dura.

Tags: none

Dick Landy e i marchi Chrysler e Dodge

April 6th, 2010

Dick Landy

L’11 gennaio 2007 moriva, a causa di un’insufficienza renale, colui che viene considerato il padre delle Funny Cars. Dick Landy, un personaggio singolare dell’automobilismo sportivo americano, aveva 69 anni. Sono passati solo poco più di tre anni ma questa figura dell’automobilismo americano è rimasta viva nel cuore di tutti gli hot rodder.

Tags: none

Pro e contro dei sistemi di raffreddamento ad aria e ad acqua

March 30th, 2010

Sistema di raffreddamento a liquido

E’ possibile avere una panoramica sui sistemi di raffreddamento ad aria e ad acqua e capire quali sono i vantaggi dell’uno e dell’altro? Inoltre, mi sapresti dare qualche informazione più approfondita sul sistema di raffreddamento a liquido?

Tommaso, via e-mail.

Tags: none

Il circuito di prova Chrysler a Chelsea nel Michigan

March 22nd, 2010

Il circuito di prova Chrysler a Chelsea nel Michigan

Il circuito di prova di Chelsea della Chrysler, inaugurato il 16 giugno del 1954, ha ospitato nel 2007 la squadra della polizia del Michigan durante i test di valutazione dei veicoli destinati al servizio di pattugliamento. Durante quest’incontro sono stati presi in considerazione numerosi veicoli ed è stata valutata la loro attitudine per un potenziale impiego presso le forze dell’ordine.

Tags: none

Kit di sovralimentazione Granatelli Motor Sports per 2005-2009 Ford Mustang GT

March 14th, 2010

Kit di sovralimentazione Granatelli Motor Sports per 2005-2009 Ford Mustang GT

Il V8 Ford con testata a 3 valvole per cilindro montato sulla Mustang GT di quinta generazione presenta notevoli possibilità di modifica. I sistemi di tuning offerti sul mercato americano sono numerosissimi, e spaziano da quelli più sobri a quelli destinati a trasformazioni vere e proprie con incrementi di potenza e coppia incredibili. In questa nota, il kit di sovralimentazione della Granatelli Motor Sports che rappresenta già un grosso passo avanti in termini di tuning. Basti sapere che possono essere superati i 500hp.

Tags: none

Sistema di sovralimentazione ProCharger per Dodge Challenger R/Tcon motore 5.7 V8

March 5th, 2010

Sistema di sovralimentazione ProCharger per Dodge Challenger R/Tcon motore 5.7 V8

ProCharger è una nota azienda americana specializzata nella realizzazione di sistemi di sovralimentazione. Ho selezionato questo particolare kit di cui vi segnalo alcune notazioni tecniche per chi fosse interessato a migliorare le prestazioni del 5.7 HEMI di casa Dodge.

Tags: none

Nuova resina poliacetalica di DuPont: Delrin(R) 100PE, 300PE e 500PE

February 27th, 2010

Nuova resina poliacetalica di DuPont: Delrin(R) 100PE, 300PE e 500PE

A dicembre dello scorso anno, DuPont ha lanciato tre nuovi tipi di Delrin(R) a basse emissioni, che offrono un rilascio di sostanze volatili estremamente basso senza ridurre le prestazioni meccaniche rispetto ai tipi standard ad elevate prestazioni, inclusa un’eccellente resistenza al creep e alla fatica. Come conseguenza, le resine acetaliche omopolimero ad alte prestazioni, categorizzate a seconda della viscosità, rispondono ampiamente ai requisiti sulle emissioni di formaldeide imposti dai maggiori produttori di automobili, creando nuove opportunità di utilizzo in applicazioni per interni del settore.

Tags: none

Teroson anticipa il futuro con una nuova generazione di adesivi per l’incollaggio dei cristalli auto

February 18th, 2010

Terostat 9097 PL HMLC

Dai laboratori di Henkel un grosso passo avanti è stato fatto nel campo degli adesivi per i cristalli auto: il nuovo prodotto a marchio Teroson, Terostat 9097 PL HMLC, è una soluzione semplice, veloce e sicura. Si tratta dell’unico adesivo poliuretanico monocomponente che non prevede l’utilizzo di primer o attivatori, semplificando così la sostituzione dei vetri auto che si riduce alla semplice pulizia e all’incollaggio.

Tags: none